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1 555 m
773 m
0
3,0
6,1
12,11 km

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рядом с Terro di Sopra, Marche (Italia)

Premessa: La parte in salita del tracciato è stata eseguita totalmente FUORI SENTIERO, si sale per boschi ripidi in totale solitudine in ambiente aspro e selvaggio, ci sono dei bolli ARANCIONI, seguite quel colore dato che tutti gli alberi sono marcati di rosso, era una zona di disboscamento e il rosso era il marchio che mettevano agli alberi da lasciare intatti.

Abbiamo scelto di mettere l'avventura come alpinismo dato che la parte più difficile è l'ascesa di un canalone di circa 200m, un vallone stretto e pieno di ghiaione con alberi, ma se affrontato nella giusta maniera, abbastanza comodo da salire.

Per la discesa abbiamo optato per la vecchia parte del sentiero dell'Anello di San Liberato, ormai abbandonato, con vecchi bolli bianco-rossi simil CAI, non segnato praticamente su nessuna mappa.

RESOCONTO:
Punto di partenza "Le Pianatelle" bivio tra la strada che sale verso i Piani di Ragnolo e la carrabile che arriva all'Eremo di Soffiano (Vedi cartelli sfondo marrone sulla strada) la percorriamo a piedi fino al bivio con il cartello che indica la "Fonte Murello".

Prendiamo la strada a DX (quella che indica il cartello "Anello di San Liberato" e, poco dopo, passiamo sotto una sbarra aperta (sulla colonnina in basso appare il primo bollo arancione) e proseguiamo per più di 1km tutta la carrabile.

La strada finisce in una piazzola con un sasso a terra tipo "panchina" (piatto e largo) e da li proseguiamo in avanti attraversando lo schianto di alberi che ha interrotto la strada (fare molta attenzione, si passa adagio seguendo sempre i bolli arancioni che trovate di fronte a voi) facendo la curva a gomito e trovandosi poi sul lato opposto della vallata.

Proseguiamo per la "carrabile" ormai avvolta dalla vegetazione fino alla fine della stessa ove un grosso masso sulla SX indica, con un segno di vernice arancione, il punto di svolta, a DX.

>> Da questo punto in poi si va per bosco senza una traccia netta ma seguendo sempre e rigorosamente i bolli arancioni posti sugli alberi e sulle rocce e osservando sempre la presenza di ometti in pietra. <<

Si sale il canalone di DX per un breve tratto poi si entra nel bosco ripido e non troppo fitto e si sale tutto il costone a DX del canalone fino a una piazzola con un muretto a secco fatta dai boscaioli.

Dalla piazzola passiamo sul versante SX del canalone (lo stesso in quel punto gira a SX) e giungiamo in un piccolo pianoro alla base del ripido pendio boschivo da salire.

Prendiamo in salita il ripido bosco tenendoci sempre a SX del canalone principale seguendo sempre i bolli arancioni presenti sugli alberi fino a un'altra piazzola proprio al centro dell'ascesa del ripido bosco (a vista è presente un bell'ometto che ne indica la posizione).

Ottima per fare una pausa e riprendere la salita dal versante SX della stessa piazzola, continuando sempre a salire il costone SX del canale fino alla sommità dove un pianoro nel bosco ci fa terminare il tratto "a petto" della salita principale.

Altra breve sosta e si riparte seguendo la segnavia arancione L.N.1, dove il sentiero prende a salire sulla parte DX della piazzola per piccole roccette prima e poi a seguire tutta la linea "di cresta" tra parti aperte con prati e rientri in bosco fino alla base della parete strapiombante della Punta del Ragnolo.

Siamo al suo cospetto, da questo punto in poi armiamoci di caschetto (se volete anche di imbrago e corda per fare sicurezza) e prendiamo la piccola cengia che gira a DX che porta alla base del canale.

Il canale non è attrezzato (in teoria non serve) si sale comodamente sul lato DX dello stesso dopo averlo attraversato alla base; il fondo è abbastanza marcio (detriti, rocce e terriccio ne fanno una base abbastanza instabile, occhio a dove mettete i piedi) ma prese per le mani ce ne sono a volontà e anche abbastanza buone (sempre sul lato DX).

Noi lo abbiamo diviso in tre parti dandoci il tempo di salita in alternato, sempre sul lato DX e quasi alla fine, salendo il pratone a SX e poi portandoci sulle roccette di DX a salire fino alla cresta rocciosa aggirando il canale dall'alto e arrivando alla Punta del Ragnolo [1557m] dal suo lato DX.

Pausa pranzo e foto di rito e ripartiamo a scendere passando per tutte le creste dei prati arrivando a Pizzo di Chioggia [1505m] e scendendo poi tra prati, mughi e roccette fino al fondo valle per poi raggiungere la provinciale che sale da San Liberato al Monte Montioli [1297m].

Dal bordo della strada raggiungiamo la pista bike e costeggiamo il bosco di abeti e raggiungiamo il vecchio sentiero "Anello di San Liberato" con vecchie segnavie simili a quelle CAI (rosse-bianche) e lo prendiamo in discesa (seguendo sempre anche i segni arancioni).

Il sentiero passa dal bosco di abeti a campo aperto fino a raggiungere i boschi più bassi dove la traccia si fa esile (seguire sempre le segnavie a vista, il sentiero praticamente non esiste più) e tra alberi, tornanti e avvallamenti (seguendo anche il costone del fosso a SX) arriviamo alla piazzola con la panchina che abbiamo lasciato all'inizio.

Riprendiamo a ritroso la via fatta per l'avvicinamento.

Una nuova via (visto che alcune mappe segnavano un passaggio ma in realtà non è stato mai trovato) che passa in luogo aspri e solitari, fare sempre molta attenzione... e godetevi l'intera escursione (e non mancherà qualche incontro con animali selvatici).

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